Speciale Quote Elezioni USA 2020: Biden il prossimo presidente secondo i bookmaker

È iniziato il conto alla rovescia ufficiale per la tornata elettorale del 3 novembre, il giorno in cui gli Stati Uniti scopriranno se Donald Trump sarà ancora presidente per altri quattro anni oppure il democratico Joe Biden diventerà il 46esimo inquilino della White House. In vista delle 59ᵉ elezioni presidenziali della storia degli Stati Uniti Scommesse.org ha realizzato uno speciale in cui ha analizzato come il mondo del betting ha seguito la corsa alla Casa Bianca: abbiamo tracciato l’andamento delle lavagne sulle quote elezioni Usa 2020 proposte dai bookmaker in questo insolito e drammatico anno. Inoltre, abbiamo confrontato le attuali lavagne dei bookmaker sulle presidenziali con quelle di 4 anni fa quando il Tycoon contro ogni pronostico conquistò la Casa Bianca.

Chi vincerà le elezioni americane secondo le quote Usa 2020?

Donald Trump, proprio come 4 anni fa, a pochi giorni dal primo martedì di novembre parte dietro nelle lavagne dei betting analyst. Il dato che emerge dallo studio realizzato è che rispetto all’ultima tornata elettorale l’attuale presidente degli Stati Uniti  ha perso nel corso degli ultimi mesi progressivamente la posizione di favorito, probabilmente a causa sia della cattiva gestione della pandemia che delle tensioni sociali scoppiate nel paese dopo l’uccisione di George Floyd a Minneapolis il 25 maggio scorso. Nemmeno la positività al Covid19, contratto agli inizi di Ottobre, ha fermato il crollo di popolarità del Tycoon che sta rischiando concretamente di essere il primo presidente degli States del XXI secolo a non essere rieletto

Noi di Scommesse.org abbiamo analizzato e rilevato per tutto il corso del 2020 le quote elezioni Usa 2020 pubblicate da 3 operatori: William Hill, Snai ed Eurobet. Ai fini del nostro lavoro, abbiamo calcolato per ogni mese la media dei mercati proposti per i due candidati Trump e Biden. Il grafico, dunque, presenta come nel corso degli ultimi 10 mesi il mondo delle scommesse ha seguito la corsa alle presidenziali. L‘asse orizzontale corrisponde al tempo mentre l’asse verticale alle quote pubblicate dai 3 concessionari presi in esame. Abbiamo scelto i colori simbolo dei due partiti per tracciare l’andamento nelle quote. Dati da gennaio 2020, su base mensile:

Elezioni Stati Uniti 2020: come sono cambiate le quote di Biden

Ai nastri di partenza della campagna elettorale Biden non era di certo il favorito secondo i bookmaker. Anche perché doveva prima aggiudicarsi le primarie del partito democratico. Come possiamo vedere dal grafico Biden praticamente ha effettuato il sorpasso nelle ‘quote elezioni Usa 2020’ nel mese di giugno, ben 2 mesi prima di accettare ufficialmente la nomination a candidato dei democratici nella convention di agosto. Per il 77enne ex vicepresidente di Barack Obama la corsa alla Casa Bianca ha avuto un’accelerata agli inizi di marzo dopo i risultati del Super Tuesday. In questa tornata elettorale Sanders ha vinto in 9 dei 14 stati al voto (Texas, Virginia, North Carolina, Alabama, Massachussetts, Tennessee, Minnesota, Arkansas e Oklahoma) e soprattutto ha ricevuto l’importante endorsement dei concorrenti Pete Buttigieg, Amy Klobuchar e Michael Bloomberg, quest’ultimo ex sindaco di New York. 

La fase di drop della quota Biden vincente elezioni Usa è iniziata quando anche il senatore socialista Bernie Sanders ha deciso di ritirarsi dalla corsa alle Presidenziali l’8 aprile, dando il via libera di fatto alla nomination presidenziale di Biden. È stato a luglio che la quota della vittoria di Biden ha toccato il suo valore più basso, gravitando sul valore di 1.60. Un risultato frutto di un giugno da incubo per l’amministrazione Trump a causa dell’aumento delle curve di contagi e decessi per Covid19 e delle rivolte di piazza condotte dal movimento Black Live Matters. Addirittura secondo un sondaggio del New York Times Biden a cavallo tra giugno e luglio ha un vantaggio di 14 punti sull’attuale presidente. Si arriva così alla volata finale con i famosi scontri televisivi che hanno visto la vittoria ai punti di Biden. Secondo il sito FiveThirtyEight, il più importante a occuparsi di modelli e previsioni elettorali, ormai Trump non può più colmare il divario. 

Quote presidente Usa 2020: la corsa del dem BIDEN 
Gennaio 7 7 7
Febbraio 11 11 11
Marzo 2.15 2.20 2.15
Aprile 2.33 2.30 2.25
Maggio 2.25 2.25 1.90
Giugno 1.80 1.80 1.80
Luglio 1.65 1.60 1.55
Agosto 1.72 1.55 1.75
Settembre 1.63 1.75 1.75
Ottobre 1.53 1.50 1.49
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Pandemia e rivolte sociali: la riconferma di Trump sembra impossibile

Il percorso di Trump, invece, è stato tutto in salita. Il candidato repubblicano ha toccato l’apice nel mese di febbraio quando la quota della sua vittoria gravitava intorno all’1.60, il valore più basso nel 2020. Dall’inizio della pandemia, invece, i bookmaker hanno iniziato a ventilare l’ipotesi di una sconfitta del Tycoon. Dallo studio che abbiamo fatto emerge come la quota Trump vincitore presidenziali 2020 ha iniziato una forte ascesa a maggio, un mese che il giornalista di Internazionale Alessio Marchionna ha titolato “il fuoco” nel suo articolo dedicato agli ultimi sei mesi della vita negli States, fino a raggiungere il valore più alto, di 2.60 nel mese di agosto, proprio quando Trump accettava formalmente la nomination come candidato alle presidenziali del partito Repubblicano.

Insomma tutto sembra già scritto ma come scrive il giornalista Francesco Costa, esperto di politica statunitense, nel suo sito Dacostaacosta.net “il vantaggio di Biden è oggettivamente larghissimo e le condizioni politiche del 2020 sono oggettivamente lontanissime da quelle del 2016: ma ho aggiunto anche che ci sono due gigantesche variabili che persino oggi, a poco più di due settimane dalle elezioni e mentre quasi dieci milioni di americani hanno già votato, mi spingono a considerare questa partita ancora aperta. Almeno per quanto mi riguarda, lo penso davvero, non è finta la mia prudenza: è più probabile una vittoria di Biden, forse persino una larghissima vittoria di Biden, ma Trump può ancora vincerle queste elezioni“. 

Quote presidente Usa 2020: le lavagne sulla riconferma di Trump
Gennaio 2.30 2.30 2.20
Febbraio 1.60 1.90 1.65
Marzo 1.90 2.05 2.10
Aprile 2.15 2.15 2.25
Maggio 1.90 1.85 1.90
Giugno 2.20 2.10 2.25
Luglio 2.55 2.75 2.60
Agosto 2.40 2.60 2.30
Settembre 2.40 2.10 2.20
Ottobre 2.75 2.40 2.55
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Il confronto con le quote Elezioni Usa del 2016

Abbiamo deciso di confrontare anche le lavagne dei bookmaker di fine ottobre 2016 con quelle attuali. Un esercizio utile per capire se i giochi sono definitivamente chiusi oppure l’attuale presidente degli Stati Uniti ha ancora la possibilità di ribaltare tutto. Se i sondaggi dicono che per il Tycoon non ci sono speranze la storia ci insegna che Trump può ancora una volta ribaltare le previsioni della vigilia e vincere queste elezioni. Nel 2016 infatti a meno di 2 settimane dal voto tutti i principali bookmaker davano Hillary Clinton come sicura vincitrice delle elezioni. La candidata democratica infatti, era la favorita alla vittoria delle elezioni Usa dell’ 8 novembre e la sua vittoria pagava solamente 1.25 la posta mentre la vittoria di Trump era data a 4. Anche il mondo delle scommesse come possiamo leggere in questo comunicato stampa del noto bookmaker Sisal aveva puntato sulla candidata democratica. Per fare un paragone calcistico erano le quotazioni di un match di Serie A come Juve-Spezia con i bianconeri che sono nettamente favoriti per la vittoria. Per questa tornata elettorale, forse memori dell’abbaglio preso, tutti i bookmaker di concerto hanno equilibrato le quote con la vittoria di Trump pagata quasi la metà:

Confronto Elezioni Usa
2016 2020
Candidato Democratico 1.25* 1.50*
Trump 4* 2.75*

*dati di archivio

Speciale Elezioni Usa 2020: come funziona il sistema elettorale americano?

Il sistema elettorale americano è di tipo indiretto. Ciò significa che i cittadini non votano direttamente il presidente ma demandano la scelta al collegio dei grandi elettori, o presidential electors. Ogni stato federale, in base alla sua popolazione, ha diritto a un numero variabile di grandi elettori. In generale, il numero minimo è di 2 grandi elettori per stato. Gli Stati più popolosi hanno un numero più alto di Grandi Elettori, ad esempio la California ne ha 55 mentre il Texas 38. Il sistema di votazione dei Grandi Elettori segue il principio del “winner takes all”, ovvero “il vincitore piglia tutto”. Ciò significa che il candidato che ottiene la maggioranza dei voti ottiene tutti i grandi elettori attribuiti a un determinato Stato. L’unica eccezione è rappresentata dagli stati Nebraska e Maine, i quali votano seguendo il metodo proporzionale. Secondo il sistema elettorale americano, i grandi elettori sono 538. Questi si suddividono in:

  • 100 Senatori;
  • 435 Deputati;
  • 3 grandi elettori a rappresentare il distretto di Columbia.

Di conseguenza il nuovo Presidente degli Stati Uniti sarà colui che riuscirà a far eleggere almeno 270 Grandi Elettori. Per Trump e Biden, quindi, è fondamentale vincere negli Stati che hanno il più numero alto di grandi elettori: California (55), Texas (38), Florida (29), New York (29), Illinois (20) e Pennsylvania (20). Anche l’Ohio, con 18 grandi elettori, gioca un ruolo determinante visto che storicamente anticipa gli umori della Nazione. Per questo, negli States si è diffuso il detto: “As Ohio goes, so goes the nation” (dove va l’Ohio, va la nazione). Se nella maggior parte degli Stati è possibile prevedere con certezza la tendenza di voto ci sono Stati, i cosiddetti Swing State, in cui nessun candidato o partito ha un sostegno predominante e la vittoria è in bilico. A volte sono chiamati «Stato terreno di battaglia»: il risultato del voto in uno Stato in bilico può decretare la vittoria o la sconfitta di un candidato. Anche i sondaggi seguono l’andamento delle quote elezioni Usa 2020 con i dem decisamente avanti come possiamo vedere dalla mappa interattiva aggiornata costantemente dal sito 270towin.com:


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